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Strategia per produrre un buon sapone liquido fatto in casa

Il processo di saponificazione passo a passo

Innanzi tutto occorre preparare il materiale, in primis le due pentole per il bagnomaria, poi le materie prime pesandole accuratamente. Non dimenticate i mezzi di protezione, i guanti, gli occhiali, possibilmente un camice o comunque degli indumenti a cui siete disposti a rinunciare qualora si rovinassero. La cosa più pericolosa con cui lavoreremo e la soda caustica, quindi occorre prestare la massima attenzione.

Il sapone liquido viene fatto con il metodo a caldo, la pasta di sapone viene cotta per diverse ore per completare il processo di saponificazione. Nel dettaglio, ci sono molti modi per fare il sapone liquido, ma a differenza di quello solido occorre spesso adattarsi e trovare delle strategie per ovviare a degli inconvenienti tutt'altro che rari che si presentano durante la saponificazione. Di seguito riporto il miglior modo secondo me.
Tutte le operazioni seguenti vanno fatte con la pentola a bagnomaria.
  1. Scaldare l'olio in una pentola a 40°C. Questo significa che l'acqua nell'intercapedine fra le due pentole avrà una temperatura simile in modo che quando aggiungeremo la base forte e la temperatura tenderà ad innalzarsi la massa di acqua nell'intercapedine fungerà da volano mantenendo la temperatura relativamente bassa.
  2. Mescolare la potassa caustica con acqua fredda in un becher o in un pentolino di acciaio ottenendo una soluzione caustica (la temperatura si alza da se per effetto della reazione). Calcolate esattamente quanta potassa caustica vi serve utilizzando le apposite tabelle con gli indici di saponificazione. Tenete conto del "titolo" della potassa caustica, in genere è il 90%. Questo significa che dovete maggiorare quanto ottenuto dal calcolo di un 10%. In realtà la compensazione deve essere maggiore per avere la certezza che tutto l'olio sia stato saponificato. Di questo parleremo nel capitolo "quanta potassa caustica utilizzare". Per quello che riguarda l'acqua, per velocizzare la reazione meno acqua si mette e meglio è, secondo questa logica si può arrivare ad utilizzare metà acqua in peso rispetto alla potassa. Questo è possibile per effetto del riscaldamento della soluzione che permette di sciogliere più potassa caustica di quella che entrerebbe in una soluzione satura a temperatura ambiente.
  3. Mescolare olio e soluzione caustica. Questo provoca un surriscaldamento del prodotto. Se il tutto è in una pentola a bagnomaria, l'acqua nell'intercapedine raffredderà il prodotto evitando che la temperatura salga troppo.
  4. Alzare la temperatura lentamente mentre si mescola il tutto con un mixer. Inizialmente si creerà una emulsione di soluzione caustica in olio abbastanza instabile, i liquidi tenderanno a separarsi fino a che la densità per effetto della saponificazione non aumenterà.
    - Evitare di introdurre troppa aria che poi dovremo aspettare che venga espulsa.
    - La temperatura va alzata lentamente perché inizialmente la reazione di saponificazione produrrà calore e non dobbiamo arrivare alla temperatura di ebollizione dell'acqua sennò avremo il cosiddetto effetto vulcano e il sapone uscirà dalla pentola.
    - Passata la prima fase poi occorre che la temperatura sia alta, sugli 80°C per completare la reazione in modo rapido.
  5. Cuocere il tutto per un tempo variabile dalle 2 alle 4 ore rimescolando con una spatola di acciaio. La consistenza del prodotto dovrebbe essere molto densa e l'aspetto in alcuni punti quasi trasparente.
  6. Fare dei saggi mettendo un cucchiaino di sapone in un becher trasparente con dell'acqua bollente (50 Grammi) mescolando il tutto. L'aspetto che dovrà assumere l'acqua dovrà essere limpido, al peggio opaco ma non bianco.
- Se l'acqua diventa opaca o bianca vuol dire che c'è dell'olio non reagito. Controllare che ci sia ancora della potassa caustica non reagita nel sapone assaggiandolo puro sulla punta della lingua o facendo una prova con la fenoftaleina.
- Se la lingua "pizzica" significa che la reazione non è ancora terminata. Continuare a cuocere e mescolare per un'altra ora.
- Se la lingua non "pizzica" aggiungere 10 grammi di potassa caustica (come al punto 2) mescolandola con una quantità di 1/2 in peso di acqua. Poi cucinare per un'ora. Ripetere il punto 6) fino a che la cottura non sarà completata.
- Se non diventa bianca ma limpida o leggermente opaca vuol dire che la reazione è giunta alla fine.
  • Aggiungere un po' alla volta dell'acqua demineralizzata bollente. Dovere aggiungerne fino a che la consistenza del sapone liquido non sarà abbastanza fluida, tenete conto che raffreddandosi perderà fluidità diventando più denso, quindi aggiungete più acqua di quello che al momento vi sembra giusto.
  • Lasciate raffreddare fino a temperatura ambiente.
  • Se il sapone diventa troppo viscoso riscaldate nuovamente e aggiungete altra acqua bollente e poi ripetere il punto precedente)
  • Una volta che abbiamo corretto la viscosità ci ritroveremo sempre con un sapone in eccesso di potassa, quindi dovremo neutralizzare questo eccesso per rendere il sapone meno aggressivo e più delicato utilizzando dell'acido lattico e aggiungendolo diluito un po' per volta rimescolando con il mixer continuamente, eseguendo prima una titolazione della potassa caustica in eccesso con il metodo della fenolftaleina.
  • Durante la neutralizzazione dell'eccesso di potassa il sapone tende a diventare più denso, quindi se è il caso dovremo aggiungere altra acqua fino a che la consistenza del sapone liquido non sarà abbastanza fluida.

Sapone con miscela eutettica

Se intendere realizzare un sapone che lava a bassa temperatura e volete mescolare due diversi tipi di sapone puro per avere una miscela eutettica tenete conto che abbassando la temperatura di fusione del sapone questo diventerà più liquido, quindi questa addizione va fatta prima di diluire del tutto il sapone, altrimenti vi ritroverete con un sapone troppo liquido. Se ad esempio vogliamo fare una miscela eutettica fra sapone puro prodotto con olio di oliva e sapone puro prodotto con olio di cocco, dovremo miscelare i due saponi puri senza diluirli preventivamente perché il risultato sarà un sapone molto più fluido. Per mitigare questa tendenza possiamo aggiungere una quantità di sapone di cocco tale da mantenerci comunque distante dalla proporzione 50/50 in modo che la temperatura di fusione del sapone si abbassi ma non di tanto, migliorando l'azione lavante alle basse temperature e mantenendo nel contempo una discreta viscosità.

Questa è la procedura corretta. Si possono verificare svariati tipi di inconvenienti, con la pratica e l'esperienza capirete come porre rimedio. Per avere un'idea controllate la sezione "Gli errori più comuni"

Aspetto della Pasta di sapone a fine cottura

Aspetto della Pasta di sapone a fine cottura


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